PARODIE GUCCINIANE
LA TESTAROSSA
[parodia de - La Locomotiva -]
(Guccini-Venturi)
Non so che viso avesse, neppure come si chiamava
In quale banca svizzera i suoi soldi depositava
Quanti conti avesse aperto allora,
Di che colore i suoi capelli
Ma nella fantasia ho l'immagine sua
I ricchi son tutti giovani e belli ( 3 volte )
Conosco invece l'epoca dei fatti, qual era il suo mestiere
Quest' ultimi anni del secolo, liberista, finanziere
I tempi in cui si cominciava
A ributta' in mare i pezzenti
E c'era chi invocava le leggi più severe
Pe' 'un falli sbarcà' tutte le sere (3 volte )
E accanto alla sua villa stava la sua Testarossa
Comprata sfruttando chi s'era spaccato le ossa
Sembrava un giovane puledro
Che appena rilasciato il freno
Faceva due e quaranta in men di due minuti
In culo a quei comunisti fottuti (3)
Ma un'altra grande forza spiegava allora le sue ali
Parole che dicevano "I compagni son dei maiali"
E contro ai comunisti
Marciavan per la via
Cortei di Forza Italia, e ci scaldava il cuore
Cossiga il picconatore (3 volte )
Un autobus tutti giorni passava davanti alla villa,
Un autobus d'operai della fabbrica "Scintilla"
Vedeva cenciosi proletari
Pensava ai suoi velluti e agli ori
Pensava al panfilino agli ormeggi a Portofino
A quant'è bello esser dei signori ( 3 volte )
E un giorno come gli altri, che si sentiva ancor più nero
Pensò che poteva mandanne una ventina al cimitero
Salì sul ferrarino lucente,
Pensò alle nobildonne russe
E prima di pensare a quel che stava a fare
Si mise contromano all'autobusse (3 volte)
Correva l'autobus ignaro e quasi senza fretta
Nessuno immaginava di andare contro la vendetta
Ma ai carabbinieri di Bologna
Arrivò la notizia di gran carriera:
"Notizia stupefacente, state fermi e 'un fate niente,
C'è uno che va contro la corriera" (3 volte)
Ma intanto corre, corre, corre il Ferrarino
E sibila il motore messo a punto per benino
E sembra dire a tutti gli industriali
Quel rombo che si spande in aria
"Agnelli, non temere, che corro al mio dovere
Trionfi la giustizia finanziaria" (3 volte)
E corre, corre, corre, corre sempre più forte
E corre, corre, corre, corre verso la morte
E niente ormai può trattenere
L'immensa forza distruttrice
Aspetta sol lo stianto, e immagina il dolore
Di chi è sceso in campo da Arcòre (3 volte - licenza poetica)
La storia ci racconta come finì la corsa,
Quando schiacciò un bottone sul cruscotto della Testarossa
S'aprì il tettino e lui col seggiolino
Si buttò fuori col paracadute
E il busse prese in pieno con tutti quei falliti
Diciotto morti e trentadu' feriti (3 volte)
Ma a noi piace pensarlo ancora dietro al motore
Con la sua Ferrari e lo spirto del vendicatore
E che ci giunga un giorno
Ancora la notizia
Di una Testarossa, che come una mitraglia
Si lancia a bomba contro la marmaglia ! (3 volte)
IL VECCHIO E IL DIESSINO
[parodia de - Il vecchio e il bambino -]
(Guccini-Venturi)
Un vecchio e un diessino
Si preser per mano
E andarono insieme
Al seggio a votare...
La bandiera rossa
Era un po' sbiadita,
Ma che ci vuoi fare,
Così va la vita...
Immensi faccioni
Sembravan ghignare
Coi loro falsi sorrisi
Da parlamentare,
E per quella strada
Manco c'era un pazzo,
Solo il tetro contorno
Di gran facce a cazzo.
Il vecchio parlava
Al bravo diessino
Che un po' lo guardava
Come fosse un bambino,
Con l'anima ferma
E il nuovo che avanza,
E il modo per meglio
Riempirsi la panza...
I vecchi conoscon
Le ingiurie degli anni,
E può pure darsi
Che facciano danni,
I vecchi dicevan
"Tu sparagli al nero!
O è un fascio, o è un prete
O un carabiniero..."
Ma il bravo diessino
Parlava, parlava
Del suo bel governo
Ed elucubrava:
"E' bene allearsi
Con i moderati,
E noi, comunisti
Non lo siam mai stati!
E in questa pianura
Fin dove ti perdi
Crescerà l'Ulivo,
Ci son pure i Verdi,
Bisogna votare,
Sennò viene il Fascio;
Mo' scusa, ho da fare,
Ed ora ti lascio..."
Il vecchio ristette,
Lo sguardo era triste
E gli occhi sognavano
Cose già viste;
E disse al diessino
- Quel vecchio era un mulo -
"Lo sai che ti dico?
Ma vai a fare in culo! -
Cyrami
[parodia de -Cyrano-]
(Guccini - Venturi)
Venite pure avanti, malnati comunisti,
nemici della Fede, no global, pacifisti,
io scrivo i vostri nomi su Libero e sul Foglio
perche' con la mia legge v'uccido quando voglio
Venite pure avanti, voi gli antiberlusconi,
voi che ci date sempre e solo dei ladroni,
magari non a torto, ma a noi che ce ne frega,
noi ci s'ha le tivvu', quindi c'importasega
Su, fateli i cortei, concerti e battimani
tanto vi pagan Castro ed i nordcoreani,
e poi osate opporvi ad una guerra giusta
e a noi, grandi maestri dell'arte della busta
Io sono solo un povero lacche' del Cavaliere,
potessi vi darei alle Brigate Nere,
Quello Stefano Benni, come lo farei secco
E al fine della licenza, io paro il culo e lecco,
Io paro il culo, paro il culo e lecco!
Facciamola finita, venite tutti avanti,
coi vostri caporioni e pure coi cantanti,
noi siamo i portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
eh si', lo sappiam fare il lavaggio del cervello
a base di quizzini e del Grande Fratello,
e basta coi Santoro, con gente di tal sorta,
la vera informazione e' Feltri e Porta-a-porta
Yes, siamo un'accozzaglia di radical-fascisti,
ciellini, legaioli e di ex socialisti
siam furbi e prepotenti, oh cazzo se vi becco...
E al fin della licenza io paro il culo e lecco,
io paro il culo, paro il culo e lecco!
E quando sono solo, nel mio bello studiolo
tutta la voglia sfogo d'essere un forcaiolo,
aumenta la mia rabbia, e fo leggi e leggine,
pero' sempre aspettando che arrivin le veline
Non so chi me le ha date, non so quante ne ho avute,
ma tiro avanti e stendo di getto le minute;
e quando sono pronto, le mando in parlamento,
e l'Unto del Signore di me e' sempre contento.
E qualche giorno dopo mi aumenta il conto in banca,
che' grazie a me qualcuno riesce a farla franca,
perche' il gran Cavaliere e' assai riconoscente
vivo nella sua ombra, gli sono assai ubbidiente,
gli sono assai ubbidiente!
Venite gente imbelle, straccioni ed utopisti,
voi non capite niente, bisogna esser realisti,
noi siamo solamente un piccolo paese,
colonia americana, e non abbiam pretese
E voi anticlericali, col vostro chiodo fisso
che preti e religioni ci portano all'abisso,
su statevene buoni, che' sul suolo italiano
da qualche secoluccio comanda il Vaticano,
e poi lo si sa bene, e non ci sono cristi,
che siete conniventi con Osama e i terroristi,
lo dice pure "Bàsh", con la pronuncia stecco...
E al fin della licenza, io paro il culo e lecco,
io paro il culo, paro il culo e lecco!
Io paro il culo sempre, la legge e' la mia spada,
potessi metter le mani pure su Gino Strada...
Non e' che io sia cattivo, sono un esecutore
degli ordini che arrivano da una villa d'Arcóre,
dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
senza piu' comunisti e dove tutto e' giusto,
E Emilio ben capisce queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, o mio Silvio, il sole!
Ma tu, lo so, capisci, mio Sire, mio Signore,
sono a disposizione per le ventiquattr'ore
perche' oramai lo sento, lo sento che mi ami,
con me starai sicuro, per sempre tuo,
per sempre tuo, per sempre tuo Cyrami!